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Jacques Perrin (Microcosmos) presents this dramatically beautiful documentary about bird migratory patterns, featuring breathtaking photography and hypnotic music. The film covers seven continents during four seasons, highlighting species both unique and common. From Puffins in Iceland, Whooper Swans in Japan, Bald Eagles in Alaska, Flamingos in Kenya, Macaw in Peru, Geese in Nepal, and plenty of Cranes and Storks in the director`s native France, Winged Migration is literally a tour of the world from a bird`s eye view. Filmed over the course of three year`s time, the production for the movie was extensive to say the least. Using a crew of over 450 people broken up into five teams, new photographic techniques were invented specifically for the purpose of filming flocks of birds in flight. Balloon, helicopter, helicopter model, remote controlled glider, traditional glider, delta plane, and ultra-light motorized aircraft are the flying devices used to achieve the film's incredible camera angles. In fact, because birds are not afraid of the delta plane, photographers were able to fly alongside flocks, sometimes filming birds as they gazed into the camera`s lense while also keeping in focus the dramatic landscape unfolding below. Winged Migration takes viewers on a unique journey soaring over the Earth as few films have ever done before.
La storia degli uccelli migratori è quella di una promessa: la promessa di tornare. Se intraprendono dei viaggi, spesso di svariati migliaia di chilometri, pieni di pericoli, superano le più alte montagne, le distese oceaniche, i deserti infuocati, affrontano le intemperie; tutto questo per soddisfare la stessa unica necessità: sopravvivere. Il loro migrare è una lotta per la vita. A primavera nell`emisfero nord, prendono il volo verso le terre artiche, per gli stessi luoghi in cui sono nati. Per una misteriosa legge della natura, è solo in questi vasti spazi che si riprodurranno. Alcuni volano senza posa, notte e giorno. Altri, sosta dopo sosta, raggiungeranno la loro lontana destinazione, la loro terra promessa solo quando saranno allo stremo delle forze. Per andare da una latitudine all`altra, usano i riferimenti astronomici: il sole e le stelle. Sono tanto sensibili ai campi magnetici quanto l`ago di una bussola. Gli uccelli migratori arrivano da tutti i continenti, raggiungono le terre artiche e si disperdono: contrade inospitali per l`uomo, sono per essi terra d`abbondanza. Presto nascono i piccoli che devono imparare rapidamente a volare e prepararsi per la grande prova, la loro prima migrazione. L`estate artica sarà breve. Le vaste distese saranno presto attanagliate dal freddo e sommerse dalla notte polare. È il momento delle grandi partenze per la migrazione autunnale. I piccoli hanno appena avuto il tempo di emanciparsi, che ecco, devono già - anche loro - e a volte senza genitori, lanciarsi su sentieri invisibili, sulla rotta dei tropici. Per quale mistero riescono a raggiungere un luogo preciso, distante migliaia e migliaia di chilometri senza avere mai e poi mai affrontato prima questo viaggio? Nell`emisfero sud, le stagioni si invertono. Altre specie solcano i cieli. Nessun continente può frenare la forza dei mari australi. Le isole battute dal vento sono il rifugio degli uccelli marini per la loro nidificazione. Alcuni non toccano terra se non dopo anni e anni di giri ripetuti intorno all`Antartico. Se l`Albatros scivola al di sopra delle onde impazzite, i pinguini, uccelli che non sanno volare, attraversano a nuoto delle distanze considerevoli. La Sterna codalunga effettua la più lunga delle migrazioni: 36 000 km. Nell`emisfero nord, si annuncia una nuova primavera per gli uccelli migratori. Gli stessi cammini celesti vengono di nuovo intrapresi; malgrado gli ostacoli, la promessa di tornare viene mantenuta.
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