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Morì a 70 anni dopo aver vissuto un’esistenza straordinaria nelle Corti di Francia, Italia e al servizio del Papa, divenendo quello che è stato definito “il Michelangelo della musica” titolo meritatissimo a ragione della svolta radicale messa in atto da Josquin Desprez, ovvero quella di porre il significato della parola cantata come elemento primario. Operò quella simbiosi testo-musica si rivelerà il motore della grande rivoluzione che avverrà dopo la sua morte e che, in Italia, vedrà la nascita del Madrigale. I suoi contemporanei lo tenevano in grandissima considerazione e anche chi era su posizioni teologiche diverse ne esternò la grande stima. Martin Lutero, suo contemporaneo, lo definì “padrone delle note”. È possibile dunque raccontare la grandezza e il genio di una figura leggendaria della storia della musica come quella di Josquin Desprez? Ci ha provato il regista Marco Zarrelli ricostruendo in un docufilm la vita di un compositore che ha lavorato alla corte di due re di Francia, per il Papa a Roma e per gli Sforza a Milano, imponendosi come la massima autorità musicale dell’epoca grazie al suo stile innovativo e geniale. E il risultato? Barbara Tartari e Giovanni Conti ne discutono con il regista Marco Zarrelli e con Walter Testolin, direttore, cantante, didatta e divulgatore musicale e – ad oggi – il massimo esperto di Josquin e curatore del ricco programma musicale di questo film..