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Questo documentario fa parte di una ricerca approfondita sull'esperienza della migrazione forzata di rifugiati e migranti nel loro viaggio verso l'Europa. Abbiamo scelto di non raccontare questo fenomeno migratorio da una prospettiva socio-politica. L'obiettivo del film è di immergere lo spettatore nell'esperienza stessa del viaggio, cercando di restituire l'impatto che l’attraversamento irregolare dei confini verso l’Europa spesso ha sull'identità, sulla memoria e sul senso di appartenenza delle persone in transito verso una vita migliore. Nel film - girato lungo i confini tra Grecia, Serbia, Bosnia e Italia - vogliamo dare voce all'esperienza umana del cosiddetto "Game". Quel sadico gioco che le persone in transito sono costrette a fare per raggiungere l'Europa. Il movimento migratorio non appare direttamente, nella sua azione, ma lo viviamo nell’attesa, nelle testimonianze delle persone lungo la rotta, mentre riposano dopo giorni di cammino nei boschi, mentre si riparano dalla pioggia, sfiancati dalle ferite inflitte dai pestaggi della polizia, mentre si ritrovano in gruppo per condividere cibo e acqua, cercando compagnia e solidarietà.